Quante sono le aziende che, in Italia, stanno introducendo strumenti di intelligenza artificiale nella loro operatività? A darci il quadro della situazione sono i dati Eurostat. In Italia il 2025 ha segnato un’accelerazione significativa: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese è passato dall’8,2% del 2024 a oltre il 16%. Indubbiamente un numero che riflette un cambiamento rapido, ma che cela una forte disomogeneità. Le grandi aziende hanno già avviato percorsi strutturati, mentre molte PMI restano indietro rispetto alla media europea (Enterprises using AI technologies by type of AI technology and size class, EU, 2025, Eurostat). Lo stesso divario emerge anche nell’uso individuale: solo il 19,9% degli italiani tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato strumenti di AI generativa nel 2025, contro una media UE del 32,7% (Use of generative AI tools in 2025, Eurostat).

Nel momento in cui l’offerta cresce, però, aumenta anche la complessità nella scelta. Tra piattaforme di automazione, tool di analisi, sistemi di generazione contenuti e soluzioni per il recruiting, capire quale intelligenza artificiale usare in azienda richiede una valutazione più attenta. Ogni strumento risponde a un’esigenza specifica e produce risultati diversi a seconda di come viene utilizzato all’interno dei processi.

Molte aziende si trovano così in una fase intermedia: hanno accesso ai tool, ma faticano a integrarli in modo strutturato.

 

Perché le aziende stanno adottando strumenti di intelligenza artificiale

L’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale in azienda cresce perché impatta direttamente sulle attività operative. Sono tanti, infatti, i processi (magari ripetitivi) che richiedono tempi lunghi di elaborazione e molte risorse, sia economiche che umane. Un altro elemento rilevante riguarda la gestione delle informazioni. Le aziende producono e raccolgono dati in modo continuo, ma spesso faticano a utilizzarli in modo efficace.

Accanto a questi aspetti, bisogna considerare anche la velocità. In contesti competitivi, la capacità di rispondere in tempi brevi diventa un fattore determinante. Ecco perché automatizzare alcune attività tramite l’AI consente ai team di concentrarsi su operazioni a maggiore valore, mantenendo un livello di controllo più alto sui risultati.

 

Come l’AI supporta processi e decisioni aziendali

L’intelligenza artificiale può entrare nei flussi di lavoro aziendali come supporto operativo. Ma come? La sua utilità è particolarmente evidente, come abbiamo anticipato, per i processi ripetitivi, perché consente di automatizzare attività come l’elaborazione dei dati, la gestione documentale o la classificazione delle informazioni, con un impatto diretto sui tempi di esecuzione.

All’interno delle funzioni aziendali, troviamo diverse applicazioni concrete. In ambito finance, ad esempio, l’AI è un ottimo strumento per fare analisi predittiva. Nel marketing, tra le tante attività, supporta la personalizzazione dell’esperienza utente e la produzione di contenuti tramite l’AI generativa. Oppure ancora, nelle risorse umane, velocizza la scrittura delle job description e la gestione delle performance, sempre basandosi sui dati.

Casi d'uso AI: job descriptions

Non dimentichiamo poi del suo ruolo nel supporto alle decisioni. Gli strumenti di intelligenza artificiale si rivelano particolarmente adatti all’analisi di dati, sia strutturati che non strutturati, ma anche a individuare correlazioni e fornire indicazioni utili per orientare le scelte operative.

 

Dal semplice tool all’automazione intelligente

Se le prime sperimentazioni con l’AI in azienda iniziano dalle attività semplici, con il tempo, l’utilizzo dei tool AI tende a spostarsi verso una logica più articolata. Quindi dalle operazioni lineari, come la generazione di contenuti o la gestione documentale, progressivamente si passa alla costruzione di flussi di lavoro articolati, dove più strumenti comunicano tra loro e lavorano insieme.

In questo passaggio, stanno avendo un ruolo di rilievo le cosiddette piattaforme no-code e low-code. Si tratta, in poche parole, di ecosistemi di sviluppo intuitivi che sostituiscono la sintassi complessa del codice con interfacce drag-and-drop o componenti prefigurati. Sono soluzioni molto utilizzate perché permettono di realizzare siti web, app e workflow automatizzati senza dover gestire l’architettura del codice sottostante. Si possono usare per tantissimi scopi, pensiamo a Zapier, Make.com o n8n, che collegano tra loro diverse applicazioni web.

n8n

Così un’attività come la gestione di una richiesta da parte del cliente, ad esempio, può essere gestita in modo continuo tramite diversi step preimpostati dal sistema: raccolta dei dati, classificazione, risposta e aggiornamento del CRM.

Per sfruttare queste opportunità al meglio, serve però una formazione di AI automation per aziende strutturata, che consenta ai team di sviluppare competenze pratiche su come progettare e gestire questi flussi. L’obiettivo è rendere l’automazione parte integrante delle attività aziendali, con un approccio organizzato e, soprattutto, replicabile a tutti i livelli.

I principali tool AI per aziende

Gli strumenti di intelligenza artificiale per aziende coprono oggi tutte le principali funzioni operative. Ogni area quindi può disporre di soluzioni specifiche, progettate per intervenire sia sulle attività ricorrenti che per migliorare ambiti specifici di una business unit. Di seguito troverai una selezione di tool AI utilizzati nel business, con il relativo ambito di applicazione.

Tool Funzione Area aziendale
ChatGPT Scrittura testi, sintesi documenti, supporto operativo e generazione immagini Marketing / Operations
Claude Analisi documenti complessi, gestione contenuti lunghi e sviluppo software Operations / Management / Sviluppo IT
Gemini Supporto operativo integrato con Google Workspace e generazione immagini Operations / Office Management
Microsoft Copilot Automazione attività in Word, Excel, Forms e Outlook Operations / Office Automation
GitHub Copilot Supporto allo sviluppo software Sviluppo IT

 

Come scegliere gli strumenti più utili per la propria attività

Ora che hai una panoramica dei tool più utilizzati, come scegliere lo strumento giusto? È necessaria, prima di tutto, una valutazione del contesto operativo. Ogni organizzazione, infatti, ha processi, obiettivi e risorse differenti, quindi gli strumenti devono essere selezionati in base all’impatto che possono generare nelle attività quotidiane e, in particolare, in base al ritorno sull’investimento.

La prima valutazione riguarda gli obiettivi aziendali. Alcuni strumenti sono progettati per aumentare la produttività interna, altri per migliorare la relazione con i clienti o supportare l’analisi dei dati. Identificare con precisione l’area di intervento aiuta a evitare dispersioni e a concentrare l’adozione su casi d’uso concreti.

Un secondo aspetto riguarda il tipo di processo da ottimizzare. Attività ripetitive e standardizzate si prestano più facilmente all’automazione, mentre processi complessi richiedono strumenti più avanzati e una maggiore attenzione nella configurazione.

Anche il livello di competenze interne incide sulla scelta. Team con un’esperienza tecnica solida possono lavorare su piattaforme flessibili e configurabili, mentre contesti operativi più semplici beneficiano di strumenti con interfacce guidate e modelli preimpostati.

Infine, è utile considerare la gestione dei dati e dei rischi operativi. L’utilizzo di strumenti AI implica la gestione di informazioni aziendali e, in alcuni casi, dati sensibili. Valutare questi aspetti permette di adottare soluzioni più adatte al proprio contesto e di mantenere un controllo più chiaro sui processi.

 

Errori da evitare quando si adottano strumenti di intelligenza artificiale

Ci sono però alcune criticità che emergono con frequenza quando si decide di integrare l’intelligenza artificiale all’interno dei processi aziendali. Trattandosi di difficoltà che incidono direttamente sull’efficacia dei progetti, riconoscerle in anticipo permette di gestire meglio l’introduzione degli strumenti e di mantenere continuità nei processi.

Una delle criticità principali nell’integrazione dell’AI è l’adozione dei tool senza una pianificazione chiara, poiché l’assenza di obiettivi definiti porta ad un utilizzo sporadico e a risultati difficili da misurare, lasciando gli strumenti scollegati dalle attività aziendali principali. A ciò si aggiunge spesso l’utilizzo frammentato tra i team, infatti, se ogni reparto adotta strumenti diversi senza coordinamento, si generano flussi discontinui e duplicazioni di attività che ne riducono l’efficacia complessiva. 

Un rischio ulteriore è rappresentato dall’uso non controllato degli strumenti, conosciuto come shadow AI, ossia, l’impiego autonomo di tool AI da parte dei singoli collaboratori, al di fuori delle linee guida aziendali, può esporre l’azienda a problemi legati alla gestione dei dati e alla sicurezza delle informazioni. È fondamentale anche considerare l’assenza di governance e responsabilità, poiché una struttura di controllo non chiara complica il monitoraggio dell’utilizzo, la valutazione dei risultati e l’intervento in caso di criticità. 

Infine, un altro ostacolo comune è la difficoltà nel portare i progetti in produzione, molte iniziative rimangono in fase sperimentale perché la mancanza di processi definiti e di competenze adeguate rende complesso trasformare i test iniziali in soluzioni operative e scalabili.

Come integrare i tool AI nei processi aziendali

Abbiamo visto che inserire l’AI dentro un’azienda richiede un lavoro progressivo sui processi. Il punto di partenza rimane la mappatura delle attività: individuare dove si concentrano le operazioni ripetitive, dove i dati vengono gestiti manualmente e quali passaggi possono essere ottimizzati con l’automazione.

Solo una volta identificati i processi, è possibile definire workflow operativi in cui gli strumenti AI lavorano in modo coordinato. Ciò significa stabilire input chiari e output verificabili. Anche perché, nella maggior parte dei casi, l’integrazione coinvolge più strumenti: ad esempio, raccolta dati, elaborazione, generazione di contenuti e aggiornamento dei sistemi interni, quindi il coordinamento e la strategia sono indispensabili.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello della supervisione umana. Anche nei flussi automatizzati, è necessario mantenere punti di controllo per verificare la qualità degli output, gestire eventuali eccezioni e garantire coerenza con gli obiettivi aziendali.

Infine, non si possono introdurre sistemi di questo tipo in assenza di un monitoraggio dei risultati. Sono diversi gli indicatori che si possono tenere in considerazione: tempi di esecuzione, riduzione del margine di errore o l’impatto sulla produttività. Ogni business, naturalmente, avrà la sue metriche di riferimento, anche in base al processo che vuole ottimizzare. In questo modo si possono valutare l’efficacia delle soluzioni adottate e apportare miglioramenti nel tempo.
Casi d'uso: analizzare dati in linguaggio naturale

Per aiutare team e aziende a sviluppare competenze operative sul tema, Data Masters offre proprio un corso sull’AI in azienda che fornisce una base solida sui fondamenti dell’intelligenza artificiale, ma equipaggia anche gli studenti di alcune nozioni più pratiche. Si affrontano, per esempio, le diverse tecniche di Prompt Engineering, si analizzano gli strumenti AI più utili e si propongono casi d’uso reali. L’obiettivo è costruire un approccio organizzato, tramite cui l’AI possa entrare nei processi in modo controllato e misurabile.

NEWSLETTER

Ricevi direttamente sulla tua mail gli ultimi articoli pubblicati nella nostra sezione AI NEWS per rimanere sempre aggiornato e non perderti nessun contenuto.

Vincenzo Maritati

AUTORE:Vincenzo Maritati Apri profilo LinkedIn

Vincenzo è Co-founder di Data Masters, AI Academy per la formazione in Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Data Science. È un ricercatore informatico che lavora attivamente nel campo dell’Intelligenza Artificiale, coordinando progetti di ricerca e sviluppo che spaziano in diversi ambiti, come la mobilità intelligente, sistemi di telemedicina, la manutenzione predittiva, il controllo della produzione industriale e la formazione.