Torna Data Masters Stories, la rubrica che raccoglie le testimonianze dei nostri studenti e delle nostre studentesse, per raccontare esperienze reali di formazione, crescita professionale e trasformazione concreta delle competenze. 

Oggi conosciamo Gian Luigi Grandi, studentessa del Percorso di Carriera AI Developer di Data Masters, che ha scelto di intraprendere questo percorso per approfondire il potenziale reale dell’intelligenza artificiale generativa nel suo lavoro e capire come integrarla in modo concreto, utile e sostenibile nella propria attività professionale.

Con un background che unisce tecnologia, imprenditorialità e consulenza, Gian Luigi racconta un’esperienza fatta di applicazione pratica, confronto continuo con i docenti e una riflessione molto lucida su cosa significhi davvero usare l’AI in produzione, al di là dell’hype.

1. Come valuti la tua esperienza con il Percorso di Carriera AI Developer?

Ho iniziato questa esperienza quasi per caso, perché stavo cercando di sviluppare per il mio lavoro delle competenze sull’intelligenza artificiale generativa e così ho scoperto Data Masters.

Devo dire la verità: prima di iniziare ho fatto diverse ricerche sul vostro lavoro, sul prestigio della realtà, su come sono strutturati i corsi, leggendo opinioni e facendomi aiutare anche dall’intelligenza artificiale per capire se si trattasse di una realtà seria. E la risposta è stata sì, tanto che questo mi ha dato la tranquillità necessaria per cominciare.

Il corso lo giudico molto positivamente: è molto divertente, in alcuni aspetti davvero molto divertente, e molto completo. Io ho una certa anzianità nel settore delle consulenze informatiche e del web, quindi riesco a distinguere abbastanza bene ciò che per me è davvero utile da ciò che magari è più accademico. Da questo punto di vista vedo che sta andando molto bene: i moduli sono fatti bene, in alcuni casi anche molto approfonditi.

La parte che per me è stata più difficile è quella legata al codice, perché è chiaro che i tutor sono ingegneri e io non posso pensare di arrivare a quel livello in pochi mesi. Su quel fronte ho bisogno anche di un supporto esterno per assimilare meglio alcuni passaggi. Però, nel complesso, anche alla luce del project work che è andato bene, posso dire che mi sto davvero divertendo.

2. Qual era il tuo background e cosa ti ha spinta a formarti come AI Developer?

Io lavoro nell’information technology da tanti anni, non in modo ingegneristico ma più dal punto di vista imprenditoriale e operativo. Quello che facciamo, in sostanza, è dare strumenti e soluzioni.

Quello che mi ha spinto verso questo percorso è stato il fatto che ormai siamo completamente immersi nell’intelligenza artificiale in tutto ciò che facciamo, ma sentivo il bisogno di capire bene la differenza tra ciò che può essere un aiuto e ciò che invece non può diventare una risposta definitiva a tutte le nostre esigenze.

Mi serviva un corso per capire quanto del mio lavoro dovesse essere realmente legato all’intelligenza artificiale e quanto invece dovessi essere io a intervenire sui modelli, a modificarli, ad adattarli alle necessità concrete del mio lavoro. E volevo anche capire se la paura, molto diffusa tra chi fa impresa, di essere sostituiti dall’AI fosse reale oppure no. E quello che sto capendo è che chiaramente non è così.

Il mio background parte dagli studi di giurisprudenza, poi mi sono specializzato a Roma con un master in e-commerce ai primi anni 2000, quando questo mondo stava iniziando a svilupparsi. Dopo di che ho avviato la mia attività come webmaster freelance, lavorando con colleghi su diversi progetti. Oggi l’intelligenza artificiale mi sta aiutando moltissimo nello sviluppo di plugin per CMS e nella risoluzione di esigenze che prima richiedevano tempi molto più lunghi.

3. Hai trovato utile il supporto dei docenti?

Sono rimasto sinceramente impressionato dal supporto dei docenti.

Nel mio settore ho usato tantissimi servizi di supporto negli anni: quando compri un componente, un plugin, un prodotto, hai sempre una qualche forma di assistenza. Però non mi era mai capitato di essere seguito in modo così rapido.

Ho ricevuto risposte immediate già durante le lezioni, quando lasciavo qualche commento o segnalavo un dubbio. Ma la cosa che mi ha colpito di più è stata l’assistenza sul project work: dopo averlo presentato avevo alcune domande e ho ricevuto risposte praticamente immediate, al massimo nel giro di 12 ore. Non mi aspettavo una reattività di questo livello.

Tutte le volte che segnalo qualcosa che non ho capito, o anche una piccola discrepanza, ricevo un riscontro molto veloce. E questa, per me, è una grande qualità. I docenti non solo sono molto preparati, e questo si vede in modo evidente, ma sono anche davvero molto rapidi.

4. Quanto sono stati importanti i project work nello sviluppo delle competenze pratiche?

Il project work mi è servito molto, prima di tutto perché mi ha fatto conoscere strumenti che non conoscevo, come n8n. Per me, che non sono un accademico del codice, vedere visivamente quello che faccio è molto più semplice. Inoltre il project work, essendo strutturato in modo complesso, mi costringe a smontarlo parte per parte e a capire su quali moduli, lezioni o concetti devo tornare per colmare le mie lacune.

Alla fine il progetto è stato realizzato anche con gli aiuti di cui avevo bisogno, ma ogni versione è stata analizzata da me personalmente. Le versioni sono state tante, davvero tante, prima di arrivare a un risultato che fosse efficace e che avesse anche quell’elemento umano che per me era fondamentale.

Quindi sì: il project work mi è servito sia per conoscere nuovi strumenti, sia per capire quanto l’intervento umano sia ancora necessario perché un modello agentico funzioni davvero.

5. Com’è stata la tua esperienza con la piattaforma e-learning?

Io faccio il webmaster da diversi decenni e oggi, lavorando per le imprese, il mio compito non è fare cose solo belle da vedere, ma soprattutto usabili. Da questo punto di vista, la piattaforma mi è piaciuta molto.

Sono un grande fan del primo Google degli anni 2000, perché era essenziale, diretto, pulito. E la vostra piattaforma mi piace per questo: ha pochi fronzoli, è veloce ed è molto usabile. E questa è una qualità ancora più importante se si considera che avete una quantità enorme di contenuti, quindi la ramificazione è ampia e non è affatto semplice renderla davvero navigabile.


6. In che modo queste competenze stanno già cambiando il tuo lavoro o il tuo modo di vedere il tuo ruolo?

Nel mio caso il cambiamento è già avvenuto. Io ho già capito quanto alcuni processi del mio lavoro siano stati accelerati dall’intelligenza artificiale.

Ci sono attività per cui prima impiegavo settimane per risolvere certe problematiche, mentre oggi riesco a fare le stesse cose in poche ore. Questo accade soprattutto nella personalizzazione di componenti, plugin e soluzioni per siti o piattaforme costruite con CMS: spesso il cliente chiede qualcosa che il componente standard non prevede, e l’intelligenza artificiale mi aiuta a intervenire sul codice, modificarlo più volte, finché non ottengo il risultato che mi serve.

In questo senso, l’AI mi ha dato un’accelerazione enorme: quello che prima facevo in due settimane, oggi posso farlo in due ore.

Allo stesso tempo, però, mi sto rendendo conto sempre di più che l’intervento umano resta fondamentale. Basta poco per rendere un modello impreciso, fuorviante o addirittura pericoloso per il cliente e per chi sviluppa il progetto. E questo per me è un punto centrale, anche perché ho una formazione giuridica e mi occupo molto dei temi legati alla responsabilità, alla privacy e alla sicurezza.

Quindi sì, l’AI accelera in modo straordinario il lavoro, ma rende ancora più importante sapere quando fermarsi, controllare, ragionare e decidere. Sul ruolo in senso stretto, non so dire se cambierà radicalmente, ma spero che renda ancora più centrale il valore di chi, come noi consulenti, sa usare questi strumenti in modo serio e orientato a risultati reali.

 

7. Consiglieresti questo percorso ad altri studenti? Perché?

Sì, lo consiglierei assolutamente. Lo consiglierei prima di tutto a un professionista, ma anche a un giovane che vuole entrare nel mondo del lavoro. E lo consiglierei non solo per il percorso AI Developer in sé, ma anche per i webinar, i contenuti gratuiti e tutti quegli approfondimenti collaterali che possono essere molto utili.

Una delle ragioni per cui lo consiglio è anche molto concreta: il suo valore economico rispecchia un valore contenutistico elevato e duraturo nel tempo: corsi e percorsi non si esauriscono, ma restano disponibili tutti i loro contenuti e aggiornamenti futuri, continui ad avere il supporto dai docenti, dalla community, e ci sono perfino opportunità e segnalazioni interessanti.

Inoltre dà anche un certo prestigio, e questo si percepisce. Non è un percorso elitario nel senso vecchio del termine, perché oggi non ha più senso pensare alla formazione come a qualcosa di chiuso in un’aula per un anno intero e a costi spropositati. Qui invece, hai docenti molto competenti, molto pazienti, una piattaforma fatta bene e un’esperienza che, almeno per quanto mi riguarda, funziona davvero benissimo.

 

 

La testimonianza di Gian Luigi racconta molto bene uno degli aspetti più importanti della formazione in AI oggi: il valore non sta solo nell’accumulare nozioni, ma nel riuscire a trasformarle in strumenti, workflow e soluzioni che funzionano davvero. In un settore che evolve rapidamente, poter contare su un percorso pratico, aggiornato e costruito da professionisti che operano sul campo, può fare una differenza reale nel modo in cui si studia, si lavora e si cresce.

Se anche tu vuoi acquisire competenze concrete per progettare, sviluppare e mettere in produzione applicazioni AI e agenti intelligenti, il Percorso di Carriera AI Developer di Data Masters è pensato proprio per accompagnarti in questa direzione.

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AUTORE:Data Masters Apri profilo LinkedIn

Data Masters è l’AI Academy italiana che offre percorsi di formazione nei settori della Data Science, del Machine Learning e dell’Intelligenza Artificiale. I nostri corsi di formazione sono progettati per applicare immediatamente l’Intelligenza Artificiale in ogni settore lavorativo e accompagnare aziende e professionisti in percorsi di upskilling e reskilling.