Nel 2026 la formazione sull’intelligenza artificiale è entrata nei piani di sviluppo di molte imprese. Per un responsabile HR, però, individuare le risorse economiche disponibili non è sempre semplice. Ci sono avvisi, per esempio, che finanziano direttamente il corso, mentre altri rimborsano il costo delle ore dedicate alla formazione. Altri ancora riguardano soprattutto software e infrastrutture, quindi non coprono automaticamente lo sviluppo delle competenze.

Bisogna poi considerare lo stato delle misure. Alcune opportunità sono ancora programmabili nel corso del 2026, mentre altre hanno già chiuso lo sportello ma continuano a produrre effetti attraverso l’approvazione e la realizzazione dei piani finanziati.

Facciamo allora il punto sui principali bandi per il finanziamento della formazione AI alle aziende, sui requisiti da controllare e sugli elementi che rendono un progetto formativo più solido.

Informazioni aggiornate a luglio 2026.

Formazione AI finanziata per aziende: le opportunità del 2026

Quando si parla di corsi di formazione AI finanziati per aziende, bisogna essere consapevoli che non esiste un solo modello di agevolazione.

Un contributo diretto alla spesa può coprire una percentuale dei costi sostenuti per docenti e consulenza formativa. I Fondi interprofessionali, invece, mettono a disposizione le risorse raccolte per la formazione continua dei lavoratori delle imprese aderenti. Esistono poi strumenti che rimborsano una parte del costo del lavoro riferito alle ore trascorse in aula.

Queste differenze incidono sul modo in cui l’azienda deve costruire il progetto. In alcuni casi il corso viene acquistato attraverso un voucher. In altri serve presentare un piano articolato, indicare i dipendenti coinvolti e spiegare quale cambiamento organizzativo richiede lo sviluppo di nuove competenze.

Se deve poi distinguere la formazione finanziata per aziende sull’AI dagli incentivi destinati alla trasformazione digitale. Un voucher per acquistare servizi cloud o una misura per investire in software non finanziano necessariamente il corso necessario a utilizzare quelle tecnologie. Prima di predisporre la domanda, quindi, bisogna controllare le spese ammissibili riportate nell’avviso.

Perché investire nella formazione sull’intelligenza artificiale oggi: le nuove competenze richieste alle aziende

Come abbiamo già visto in molti dei nostri articoli precedenti, portare uno strumento AI in azienda non significa, necessariamente, aver completato un processo di adozione. Le persone devono essere formate sul tool o sul nuovo processo per sapere quando utilizzarlo e come verificare l’affidabilità dell’output.

Il rischio più frequente, quindi, è che ci sia un utilizzo disomogeneo dello strumento. Alcuni dipendenti sperimentano strumenti generativi senza un metodo condiviso, mentre altri li evitano perché non si sentono preparati. In uno scenario del genere l’azienda sostiene i costi delle licenze, ma non costruisce un miglioramento stabile dei processi.

Per questo motivo la formazione dovrebbe essere progettata in base ai ruoli. Così un team HR può lavorare sull’analisi dei documenti e sulla preparazione di bozze, prestando attenzione ai dati trattati, mentre il reparto commerciale può concentrarsi sulla ricerca e sulla personalizzazione dei materiali. Le figure tecniche, invece, avranno bisogno di competenze più avanzate per sviluppare applicazioni o integrare modelli nei sistemi aziendali.

Lo stesso quadro legislativo europeo ha portato l’AI Literacy al centro del discorso pubblico. Le disposizioni dell’AI Act dedicate alle competenze sono diventate applicabili nel febbraio 2025. Il Digital Omnibus approvato dalle istituzioni europee nel giugno 2026 ha poi semplificato l’impostazione generale, spostando l’accento sulla promozione concreta dell’AI Literacy. Restano comunque esigenze formative specifiche per il personale coinvolto nell’utilizzo e nella supervisione di sistemi AI ad alto rischio. (Consulta le FAQ della Commissione europea)

Al di là dell’evoluzione normativa, la formazione serve a definire comportamenti comuni. Quindi quali strumenti sono autorizzati, come controllare gli output dell’AI e quando è necessario l’intervento umano. Per l’HR questo lavoro diventa parte della governance aziendale.

 

Bandi e strumenti di finanziamento per la formazione AI nel 2026

Non esiste un unico portale che raccolga tutte le opportunità disponibili. I bandi per il finanziamento della formazione sull’intelligenza artificiale possono essere pubblicati da ministeri, Fondi interprofessionali, Regioni o Camere di Commercio.

Se hai un’azienda ti consigliamo di tenere monitorati sia gli avvisi che citano espressamente l’AI sia le misure dedicate allo sviluppo delle competenze digitali. L’intelligenza artificiale, infatti, può essere ammissibile anche quando non compare nel titolo del bando, purché il percorso risponda alle finalità indicate.

Sviluppo Competenze del MIMIT

La misura Sviluppo Competenze sostiene le PMI localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Finanzia percorsi destinati ai dipendenti nell’ambito dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale. Un progetto formativo sull’AI può quindi rientrare nella misura quando è coerente con questi ambiti e con il piano di sviluppo dell’impresa. (MIMIT)

Il secondo sportello è previsto dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026. Il contributo diretto copre il 50% delle spese ammissibili. I percorsi devono avere un valore compreso tra 10.000 e 60.000 euro per impresa e, in base alle FAQ pubblicate dal Ministero, devono essere svolti in presenza. La selezione avviene tramite una procedura valutativa a graduatoria, quindi non basta rispettare i requisiti formali: il progetto deve ottenere un punteggio adeguato.

Fondimpresa: Avviso 4/2025 sull’Intelligenza Artificiale

L’Avviso 4/2025 di Fondimpresa rappresenta uno dei casi più rilevanti perché era dedicato in modo esplicito alla formazione legata all’AI. La dotazione iniziale era pari a 5 milioni di euro e i piani dovevano essere collegati a interventi capaci di introdurre nuovi processi oppure di migliorare in modo significativo quelli esistenti. (Fondimpresa)

Lo sportello, aperto il 25 febbraio 2026, è stato chiuso anticipatamente il 27 febbraio a causa dell’andamento delle richieste. Non è quindi un’opportunità alla quale presentare oggi una nuova domanda, ma resta un riferimento utile per capire che cosa cercano i Fondi quando finanziano percorsi avanzati sull’intelligenza artificiale.

L’Avviso ammetteva azioni formative da 8 a 100 ore e richiedeva un collegamento diretto con il progetto AI dell’impresa. Escludeva invece i piani rivolti al semplice addestramento operativo su strumenti proprietari o già disponibili sul mercato. In altre parole, non bastava proporre un corso generico su un software: bisognava dimostrare quale trasformazione aziendale avrebbe sostenuto la formazione.

FONDIR: Avviso straordinario 6/2026

Per le imprese del terziario aderenti a FONDIR è previsto anche l’Avviso straordinario 6/2026, dedicato alla formazione continua dei dirigenti. Tra gli ambiti ammessi compare la leadership collegata all’utilizzo strategico dell’intelligenza artificiale. (FONDIR)

I piani potranno essere presentati dal 16 ottobre al 16 novembre 2026. Il contributo arriva fino a 5.000 euro per dirigente, con un importo massimo di 60.000 euro per piano. L’accesso è però subordinato a condizioni specifiche, tra cui l’iscrizione dell’impresa al Fondo e il rispetto dei requisiti relativi agli Avvisi FONDIR 1 e 2 del 2026.

Fondo Nuove Competenze e Fondi interprofessionali

Il Fondo Nuove Competenze segue una logica diversa. Non finanzia soltanto l’acquisto del corso, ma sostiene il costo delle ore di lavoro rimodulate e dedicate allo sviluppo delle competenze. Nella terza edizione, l’introduzione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale erano indicati espressamente tra gli ambiti di innovazione ammessi. Il costo della formazione poteva essere sostenuto, in tutto o in parte, dai Fondi interprofessionali aderenti.

Le domande per la terza edizione si sono chiuse il 10 aprile 2025. Nel gennaio 2026 il Ministero ha rifinanziato l’operazione, ammettendo alla valutazione ulteriori istanze già presentate, ma non ha aperto un nuovo sportello per l’invio di altre domande. È quindi scorretto indicare il Fondo Nuove Competenze 3 come bando aperto nel 2026, anche se numerosi progetti continuano a essere gestiti e realizzati durante l’anno.

Per le aziende che non rientrano nelle misure appena descritte, suggeriamo di verificare le opportunità offerte dal Fondo interprofessionale di adesione. Ogni Fondo segue regole proprie e può pubblicare avvisi tematici, mettere a disposizione conti aziendali oppure prevedere voucher da utilizzare su cataloghi qualificati.

Vanno poi monitorati i portali della Regione in cui si trova l’unità produttiva e quello della Camera di Commercio competente. Le finestre regionali o camerali possono avere una durata breve e requisiti territoriali molto precisi. Per questo la ricerca dei fondi deve partire dalla sede dell’impresa e dal profilo dei lavoratori che prenderanno parte al percorso.

Corsi di formazione AI finanziati nel 2026

La presenza dell’intelligenza artificiale tra gli ambiti ammissibili non significa che qualsiasi corso possa essere finanziato. Il programma deve essere coerente con il fabbisogno dell’impresa e con le finalità previste dal singolo avviso.

Le principali aree formative possono essere organizzate in questo modo:

Area formativa Obiettivo per l’azienda Possibili destinatari
AI Literacy Costruire una conoscenza comune su funzionamento, opportunità e rischi dell’AI Tutta la popolazione aziendale
AI generativa applicata ai ruoli Integrare gli strumenti nei processi quotidiani con casi d’uso verificabili HR, marketing, vendite e funzioni operative
Governance e uso responsabile Definire regole interne, controlli sugli output e criteri per la gestione dei dati HR, management, legal e responsabili di funzione
Automazione e AI Agents Ridisegnare attività ripetitive e flussi documentali Team digitali, operation e figure tecniche
Data Science e Machine Learning Sviluppare modelli e applicazioni AI più avanzate Data analyst, sviluppatori e team IT

Un percorso di AI Literacy per aziende quindi è sicuramente il più indicato quando l’obiettivo è creare una base comune prima di introdurre strumenti e procedure più avanzate. In questo caso il piano dovrebbe spiegare quali persone utilizzano già l’AI e quali comportamenti devono cambiare al termine della formazione.

Percorso di AI Literacy per aziende

Percorso di AI Literacy per aziende

Se invece la tua impresa ha bisogno di una didattica ad hoc per gli strumenti generativi, ti consigliamo la formazione sull’AI generativa per aziende con Data Masters. Per i percorsi più tecnici, invece, il progetto può riguardare lo sviluppo di agenti AI, l’automazione oppure l’integrazione di modelli nei processi. In questi casi è ancora più importante collegare le lezioni a un’applicazione concreta, perché il finanziatore deve poter capire dal progetto quale competenza manca e in che modo verrà utilizzata dall’impresa.

Come ottenere i finanziamenti per la formazione sull’intelligenza artificiale

Per ottenere un finanziamento il progetto stilato dovrà rispettare i requisiti del bando, essere presentato entro la finestra prevista e, soprattutto, dovrà essere prodotta tutta la documentazione richiesta.

Per l’HR, il lavoro dovrebbe iniziare prima della pubblicazione dell’avviso: mappare i fabbisogni, individuare i dipendenti coinvolti e verificare l’adesione a un Fondo interprofessionale permette di reagire più rapidamente quando si apre uno sportello.

Requisiti e criteri di accesso più comuni

I requisiti cambiano da una misura all’altra. Alcuni bandi sono riservati alle PMI, mentre altri si rivolgono ai dirigenti o alle aziende di un determinato settore. La sede operativa può essere decisiva, come accade per Sviluppo Competenze del MIMIT, destinato alle unità locali presenti nelle sette regioni ammesse.

In genere bisogna verificare:

  • dimensione, settore e localizzazione dell’impresa;
  • iscrizione al Registro delle Imprese e regolarità aziendale;
  • adesione all’eventuale Fondo interprofessionale;
  • caratteristiche dei lavoratori destinatari dell’incentivo;
  • requisiti richiesti al soggetto che eroga la formazione;
  • modalità di svolgimento ammesse, che possono includere oppure escludere la formazione a distanza;
  • regime di aiuti applicato e disponibilità residua nel plafond previsto.

Un altro elemento riguarda il momento in cui viene sottoscritto il contratto con il fornitore. Nella misura Sviluppo Competenze, per esempio, il contratto deve essere firmato dopo la presentazione della domanda. Anticipare l’acquisto potrebbe quindi compromettere l’ammissibilità della spesa.

Come presentare un progetto formativo efficace

Come abbiamo anticipato, un progetto valido parte sempre da un problema aziendale riconoscibile. Scrivere che l’impresa vuole “sviluppare competenze sull’intelligenza artificiale” è troppo generico, bisognerà chiarire in modo dettagliato quale processo sta cambiando e quali persone dovranno gestirlo.

Il responsabile HR può iniziare a lavorarci partendo da alcune domande abbastanza semplici. In quali attività viene già usata l’AI? Dove si verificano errori o rallentamenti? Quali figure dovranno utilizzare nuovi strumenti nei prossimi mesi?

Da questa analisi deriveranno i contenuti del corso. Se l’azienda vuole introdurre un assistente interno basato sulla documentazione, il piano potrà includere competenze sulla preparazione delle fonti e sulla verifica delle risposte. Se l’obiettivo riguarda l’AI generativa per il marketing, sarà necessario lavorare sui casi d’uso del reparto e sulla revisione degli output.

Servono poi risultati osservabili. Il progetto può prevedere una prova pratica prima e dopo la formazione, il rilascio di un output oppure la realizzazione di un project work.

Gli errori che possono compromettere l’ottenimento dei fondi

Uno degli errori più frequenti è scegliere prima il corso e cercare solo in un secondo momento un bando in cui inserirlo. Il percorso dovrebbe invece essere progettato sulla base delle regole dello strumento e del fabbisogno dichiarato dall’impresa.

Altro problema è quando si confondono l’incentivo tecnologico con il finanziamento formativo. L’acquisto di una piattaforma AI e la formazione dei dipendenti possono far parte dello stesso progetto di trasformazione, ma non sono necessariamente coperti dalla stessa agevolazione.

Anche un programma troppo generico può indebolire la domanda. Il caso dell’Avviso Fondimpresa sull’AI lo mostra bene: l’addestramento all’uso di uno strumento disponibile sul mercato non era sufficiente se mancava un collegamento con un progetto aziendale più ampio.

Infine, non bisogna sottovalutare la fase successiva all’approvazione. Registri delle presenze, attestazioni e documenti di spesa devono rispettare le regole del finanziatore. Un corso efficace dal punto di vista didattico può perdere il contributo quando non viene tracciato o rendicontato correttamente.

Formazione AI finanziata: le opportunità con Data Masters

Data Masters sviluppa percorsi per aziende che vogliono costruire competenze sull’intelligenza artificiale partendo dai ruoli e dai processi reali. La nostra AI Academy aziendale permette di combinare corsi a catalogo e programmi personalizzati, aggiungendo workshop oppure project work collegati alle attività dei team.

AI Academy Aziendale - Data Masters

AI Academy Aziendale – Data Masters

La progettazione parte da un assessment iniziale, indispensabile per capire quali competenze sono già presenti e dove si trovano i principali gap formativi. In questo modo il piano didattico non assegna gli stessi contenuti a tutta l’organizzazione, ma distingue i livelli e gli obiettivi delle diverse funzioni.

I percorsi Data Masters possono essere finanziati attraverso strumenti come Fondimpresa, il Fondo Nuove Competenze e altri Fondi interprofessionali, quando sono rispettati i requisiti previsti dalle singole misure. Attraverso una rete di enti accreditati e consulenti esperti in finanza agevolata, Data Masters può inoltre affiancare le imprese nella progettazione del piano e nella successiva rendicontazione.

Il supporto riguarda anche l’individuazione di voucher e delle altre opportunità disponibili sul territorio. Data Masters è inoltre abilitata al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione e lavora con enti pubblici, università e centri di ricerca. I percorsi possono quindi essere acquistati tramite MEPA o inseriti in procedure e bandi che prevedono questa modalità.

Il primo passaggio rimane comunque la definizione del fabbisogno. Solo dopo aver chiarito quali competenze servono e quali risultati l’azienda vuole raggiungere diventa possibile individuare il finanziamento più adatto e costruire un percorso coerente con le regole del bando.

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Francesco Cipriani

AUTORE:Francesco Cipriani Apri profilo LinkedIn

Francesco è Co-founder di Data Masters, AI Academy per la formazione in Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Data Science. È un Ingegnere Informatico specializzato in computer vision. Ha fondato le mie due prime aziende quando era ancora uno studente universitario. AI and Machine Learning sono le sue principali passioni e quotidianamente investe il suo tempo nel comunicare come queste tecnologie stiano rivoluzionando il mondo e cambiando il nostro modo di vivere.